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martedì 24 aprile 2012

Chi è brutto "dentro"?

Molte persone che conosco, criticano gli autori del blog a causa dell'anonimato. Molti dicono che non ci mettiamo la faccia; ma cos'è una faccia?
La faccia è un insieme di parti anatomiche: capelli (chi più chi meno), fronte, occhi, naso, bocca, denti, mento.


L'essere umano può avere una faccia "bella" ma un animo "brutto"o al contrario un profilo "orrendo" e un animo "nobile" .

Oggi voglio parlare di cosa sia per me " Il Brutto".

E' brutto " dentro" chi ha perso la capacità di sorridere per le cose semplici della vita...

Brutto è chi è sempre nervoso, in sovraccarico, quasi come se vivesse  la vita in un continuo stato di debito di ossigeno ...

" Brutto " è chi cammina con l'aria da puzza sotto il naso!!!!
" Brutto " è chi presume di sapere ed invece non ha consapevolezza neanche di sè e di dove mette i piedi...
" Brutto" è chi porta a spasso un'espressione di continua saccenza, di essere sicuro di piacere  e quell'inossidabile atteggiamento di perbenismo sotto il quale si annidano le azioni  degne solo dei serpenti ( Non me ne vogliano i serpenti.... ahahahah ,era per fare solo  un paragone)

I Brutti così .... alla fine restano da soli...


Piccolo aforisma

Riflettere è considerevolmente laborioso; ecco perché molta gente preferisce giudicare.
(Ortega y Gasset)


Vostra Carpe Diem

lunedì 23 aprile 2012

Cielo grigio...ma ho la primavera nel cuore!


Respiriamo l’ariaaaaa, è la PRIMAVERA!!!


Cantava anni fa Marina Rei ...ed in una giornata grigia come questa di oggi,  mi risuonano in mente quelle parole.  Trovate sia strano che nonostante il cielo grigio,  i nuvoloni carichi di pioggia  ed i  problemi ( quelli non mancano mai ! ! !) io mi sento SOLARE, POSITIVA E PIENA DI AMORE… ?
Per me è normale!!!!

Ama la vita così come ti viene!!!!
Prendine il bene ed il male...
L'importante è ritornare a se stessi...



Primavera significa “prima stagione dell’anno”, intesa come inizio, nascita, il fiorire e lo sbocciare di qualcosa di nuovo, intesa come PRIMA-VERA-STAGIONE di un intero ciclo, un anno.
Primavera, bella stagione e fioritura sono termini legati tra loro, in cui i semi sbocciano a livello più ampio, spirituale, introspettivo.

Un sorriso
Non costa nulla e produce molto, arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno.
E' il segno sensibile di un'amicizia profonda.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno
e nessuno è così povero da non meritarlo.
Un sorriso dà riposo alla stanchezza e allo scoraggiamento;
rinnova il coraggio, nella tristezza è consolazione.
Un sorriso è un bene che ha valore nell'istante in cui si dona.
Se incontrerai chi il sorriso a te non dona, sii generoso e dà il tuo,
perché nessuno ha tanto bisogno di sorriso
come chi non sa darlo
K. Gibran

Quando l’aria si fa leggera, fresca e profumata, le forze della natura si risvegliano, gli animali escono dal lungo letargo e le piante iniziano la loro dolce e tanto attesa buona opera.
Per questo è bellissimo vivere più tempo possibile all’aria aperta, soprattutto in questa stagione, a contatto con la natura, camminando tra prati verdi e rigogliosi boschi, per ritrovare contatto con le nostre origini.

Chi sa ascoltare la natura ne trae grande forza, energia, solarità e ispirazione, beneficiando così delle qualità terapeutiche delle piante oltre alle favorevoli condizioni climatiche del periodo.
Io apprezzo ogni giorno bello o brutto che sia, non rimpiango il passato, non rimugino sul tempo perso o i miei errori, vedo ogni critica come opportunità di miglioramento, trovo in ogni evento teoricamente sfavorevole un’opportunità di crescita, io riesco a vedere bianco anche quando sembra tutto nero (anche se è un colore che mi piace :-)
Basta giorni tristi e muti!!!!
Basta pensieri e persone che fanno soffrire!!!
Io seguo la strada della felicità!!!!!!
:-)
Come?

Bene, sappi che ogni giorno, da quando sei venuto al mondo, c’è chi sta peggio (mooooolto peggio) di te, solo che preferisci non pensarci, o preferisci stare male (suona un po’ strano ma spesso è un bene) e piangerti addosso, invece di ridere, o meglio sorridere, alla vita che ti circonda!
Vostra Sorridente:-)
 P.S. Era ora!
Carpe Diem

Napoli: Tra leggenda e realtà...


Uno degli aspetti più interessanti di Napoli è la fitta rete di gallerie presente nel sottosuolo ricca di mistero, leggenda e curiosità. Sono stati scritti molti libri sull’argomento. L’ingresso per il sottosuolo si trova in Piazza San Gaetano. Qui si trova una cancellata sovrastata da una singolare scritta incisa nel tufo: “Napoli Sotterranea”.

Questo è l’ingresso per un mondo suggestivo, magico. I numerosi tunnel qui presenti appartengono in parte agli antichi acquedotti cittadini, in parte si devono al fatto che proprio dal sottosuolo gli abitanti della città attingevano il materiale utile alla costruzione degli edifici presenti in superficie.

Vennero spesso utilizzati anche come rifugio durante le guerre. Alcune di queste gallerie sono molto antiche, risalendo alla dominazione greca del IV secolo a.C., quando ancora la città si chiamava Neapolis.

Dal sottosuolo cittadino, secondo le leggende del luogo, provenivano i monacielli, spiriti buoni e maligni che, il più delle volte, importunavano la gente che viveva in superficie. Si tratta forse del ricordo ormai divenuto leggenda degli abitanti della Terra cava?
Di quegli stessi esseri che in altri luoghi d’Italia venivano chiamati gnomi, elfi e fate?

I misteri di Napoli non si limitano ai sotterranei della città.
In superficie sorge la Cappella Sansevero, chiesa sconsacrata, divenuta un museo dell’impossibile.

Sono qui contenute alcune statue e reperti molto interessanti, raccolte dal Principe di San Severo, Raimondo de Sangro.
Le statue qui presenti non sembrano essere state realizzate con un normale procedimento scultoreo, ma con l’ausilio dell’arte alchemica. Analizziamo ad esempio la cosiddetta statua de Il Disinganno, opera del genovese Francesco Queirolo.

L’uomo qui rappresentato è avvolto da una rete, la quale si adagia perfettamente al suo corpo. Si dice che il principe avesse trovato un modo per trasformare la stoffa in marmo.
Un esempio di questo “miracolo” potrebbe essere il celebre Cristo velato, presente nella stessa cappella, realizzato dal napoletano Giuseppe San Martino.


In Via Armanni al numero 5, si trova il Museo Anatomico.
A parte i notevoli esempi anatomici tradizionali e le deformità umane e animali, sono state qui raccolte le trenta “pietrificazioni” di Efisio Marini (1835-1900), un altro alchimista e scienziato del passato.
Nacque a Cagliari, studiò a Pisa, morì a Napoli, lì dove sorge il museo che raccoglie alcuni esempi della sua arte.
Studiando gli antichi fossili, riuscì a fare di più rispetto ad altri, perché anche se la sua tecnica viene chiamata ugualmente “pietrificazione”, è sicuramente più avanzata. Infatti, egli riuscì a conservare molti arti umani, tessuti e interi corpi, morbidi elastici così come quando erano ancora in vita, sottraendoli al normale processo di putrefazione.

Nel sobborgo di Posillipo, alle spalle della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, nei pressi della stazione ferroviaria di Mergellina, sorge il Parco della Tomba di Virgilio. Secondo la tradizione, il poeta latino fu anche un maestro di arti magiche. Egli avrebbe accolto i suoi iniziati e apprendisti stregoni nella sua scuola di magia, sull’Isola di Gaiola, proprio di fronte al Parco di Posillipo, lì dove ancora oggi sorge la “Casa del Mago” o “Scuola di Virgilio”.
Leggende locali ci narrano di come Virgilio trovò casualmente una bottiglia, mentre zappava nella sua vigna, all’interno della quale erano imprigionati «dodici diavoli che, in cambio della libertà, gli insegnarono tutti i segreti delle arti magiche». Questi diavoli gli rivelarono anche il nascondiglio del Libro magico di Salomone. Leggende o realtà?
Spero vi sia piaciuto questo viaggio virtuale!!!!
Vostra Carpe diem

domenica 22 aprile 2012

Un pò della mia terra:'O Munaciello & 'A Bella 'Mbriana

Senza dubbio 'O Munaciello e' il personaggio piu' nominato e piu' temuto dai napoletani. Questi rappresenta lo spiritello dispettoso e bizzarro che, con il suo imprevedibile comportamento, ne fa l'entita' piu' citata nelle leggende. Al comportamento dispettoso spesso si accompagnano benevoli "lasciti" in moneta contante. In questo caso non bisogna rivelare a nessuno l'episodio, pena l'accanimento del Munaciello nei nostri confronti. Non e' raro un comportamento da rattuso in presenza delle giovani e belle donne.

Vi sono due ipotesi sulla sua origine: La prima ipotesi vuole l'inizio di tutta la vicenda intorno all'anno 1445 durante il regno Aragonese. La bella Caterinella Frezza, figlia di un ricco mercante di stoffe, si innamora del bel Stefano Mariconda, un garzone. Naturalmente l'amore tra i due e' fortemente contrastato. Il fato volle che finisse in tragedia. Stefano viene assassinato nel luogo dei loro incontri segreti mentre Caterinella si rinchiude in un convento. Di lì a pochi mesi nascerà un bambino da Caterinella. Le suore del convento lo adotteranno cucendogli loro stesse vestiti simili a quelli monacali con un cappuccio per mascherare le deformita' di cui il ragazzo soffriva. Fu così che per le strade di Napoli veniva chiamato " lu munaciello".

Gli si attribuirono poteri magici fino ad arrivare alla leggenda che oggi tutti i napoletani conoscono. Anche lu munaciello morì misteriosamente. La seconda ipotesi vuole che il Munaciello sia il gestore degli antichi pozzi d'acqua che, in molti casi, aveva facile accesso nella case passando attraverso i cunicoli che servivano a calare il secchio. I dispetti li faceva, secondo me, perche' i proprietari del pozzo non provvedevano a pagarlo per i suoi servizi. Comunque resta il mistero di questo personaggio molto spesso associato alla parte cattiva dell'animo umano, al demonio che si nasconde e che e' sempre pronto ad afferrarci e che i napoletani cercano da sempre di evitare.
 Il personaggio indicato come 'A Bella 'Mbriana, invece, rappresenta lo spirito benigno.

E' una sorta di anti-munaciello. Avere questa presenza nelle case significa benessere e salute. E' rappresentata come una bella donna molto ben vestita paragonabile alla fata delle favole dei bambini. E' anche detta Meriana oppure 'Mmeriana. La derivazione etimologica proviene dal latino meridiana il cui mariana indica l'ombra quasi a rappresentare un'ombra sotto cui ripararsi oppure indica il significato etereo dell'essere. A testimonianza dell'affetto dei napoletani verso questa figura, e' molto comune a Napoli il cognome Imbriani derivante, appunto, da 'Mbriana. Ultimo dettaglio importante: nella casa bisogna sempre lasciare una sedia libera perche' potrebbe entrare 'A bella 'Mbriana e sedersi per riposare. Se tutte le sedie fossero occupate la nostra Amica potrebbe andare via con tutte le sciagure derivanti dalla mancata ospitalita'!

Vostra Carpe Diem

sabato 21 aprile 2012

Persone.....

Ci sono delle persone che sento molto vicine, per motivi differenti.
Chi mi è simile, chi rappresenta il mio esatto opposto, chi riempie un vuoto, chi mi attrae e affascina, chi ha bisogno di me, chi ha incrociato il mio sguardo e mi ha riconosciuta...
Credo che l’amicizia sia un sentimento “difficile” e molto più impegnativo di un rapporto d’amore.


Ho imparato a conoscere e ad amare degli amici che non sospettano di essere tali e non lo sapranno mai.
Ho imparato ad avvicinarmi in punta di piedi.
 
Ho imparato a non cercare.
Ho imparato a sparire, per non disturbare.
Perché l'amicizia non si chiede, si riconosce. ♥
Vostra Carpe Diem

giovedì 19 aprile 2012

Piccole curiosità...

Sapevate il vero scopo  di  Internet?


Internet o meglio "progetto DARPANET", nacque  alla fine degli anni cinquanta.
ARPANET è l'acronimo di "Advanced Research Projects Agency NETwork", in italiano  "rete dell'agenzia dei progetti di ricerca avanzata"), anche scritto ARPAnet o Arpanet, fu una rete di computer studiata e alla fine realizzata nel 1969 dal DARPA , l'agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti responsabile per lo sviluppo di nuove tecnologie ad uso militare. 

 Arpanet fu pensata , quindi , per scopi militari statunitensi durante la Guerra Fredda,  ma paradossalmente ne nascerà uno dei più grandi progetti civili: una rete globale che collegherà tutta la Terra.

Il progetto DARPAnet  cominciò quindi il suo sviluppo e si decise di connettere, come prova sperimentale, 4 diverse postazioni in USA: Stanford Research Institute, la UCLA, la UC Santa Barbara e l’Università di Utah a Salt Lake City. La connessione ebbe successo, anche se dopo la trasmissione del primo carattere la macchina andò in crash. E' ovvio che, come in ogni esperimento, non tutto poteva filare liscio al primo tentativo, ma l’importante fu che la connessione riuscì.

Fino a quando ci sarà Internet?


Fino a quando non si troverà un nuovo modo per comunicare? Mah!!! 

Vostra  Carpe Diem

martedì 17 aprile 2012

Scrivo ...

Amo scrivere, amo raccontare, provo un sottile piacere nella descrizione  minuziosa dei particolari, ma spesso scrivo sulla sabbia..


Ogni volta che mi interrogo sul perché io scriva mi ritrovo a formulare una risposta nuova e diversa dalle precedenti che non rinnega ciò che si è pensato, soltanto si modifica.
Ma ciò che ho capito di questa mia esigenza essenziale è che scrivere mi serve per riflettere sul presente, sulla mia vita ma soprattutto sul mondo in cui vivo.
La scrittura è uno sguardo e una voce.
Ho prestato la mia voce a persone che l’avevano smarrita o che hanno una voce talmente fioca da essere sopraffatta dai rumori del mondo. 
Una voce carica di dolore ma anche di gioia.


A volte penso che sia una condanna avere lo sguardo che ho, uno sguardo che si riempie di meraviglia di fronte alla bellezza e che assorbe il dolore degli altri come una spugna facendolo proprio, questo mettersi sempre nei panni degli altri…

A volte penso che sia la cosa più bella che io possegga.
Sono nata nel dubbio e vivo nel dubbio.
Perennemente tesa a interrogarmi sul senso delle cose, della vita, su “dove stiamo andando” e non sapere mai cosa rispondermi.
E poi un pò di tempo fa ho aperto  un blog.
Un diario? O un blog di racconti? O scritture varie?
A chi mai potrebbe interessare la mia vita?
A nessuno.
Mi rispondo.
I miei racconti?
Ci sono centinaia di racconti sulla rete.
Sono come fili d’erba in un campo sterminato.
Nessuno ha bisogno di un filo d’erba in più che cresce. Mi rispondo.
Forse scrivere su di un blog o scrivere su carta o anche sulla sabbia è un modo come un altro per lasciare delle impronte, delle orme, che ci danno l’illusione di non essere ombre.

Forse scrivere oltre a lasciare orme sulla sabbia destinate a una rapida quanto effimera illusione di lasciare una traccia di sé è anche qualcosa d’altro.

Forse scrivere per prestare la propria voce  a chi non ha una voce  non è l’unica molla che mi spinge a farlo.
Forse tutto sta nella forza creativa dello scrivere.
 Quando si scrive una storia, una qualsiasi storia, è sempre qualcosa al di fuori di noi ma anche dentro di noi. E  nel momento in cui scriviamo anche se scriviamo di noi, diviene altro da noi.
Quando scrivo mi sento, sono, sempre in un luogo altro dove è difficile raggiungermi, un luogo che sebbene abbia tutte le cose che sempre mi circondano queste cose e me stessa sono altro dal mio mondo e da me.

Vostra Carpe Diem

Lascio a te queste impronte sulla terra
tenere dolci, che si possa dire:
qui è passata una gemma o una tempesta,
una donna che avida di dire
disse cose notturne e delicate,
una donna che non fu mai amata.
Qui passò forse una furiosa bestia
avida sete che dette tempesta
alla terra, a ogni clima, al firmamento,
ma qui passò soltanto il mio tormento.