Senza dubbio 'O Munaciello e' il personaggio piu' nominato e piu' temuto dai napoletani. Questi rappresenta lo spiritello dispettoso e bizzarro che, con il suo imprevedibile comportamento, ne fa l'entita' piu' citata nelle leggende. Al comportamento dispettoso spesso si accompagnano benevoli "lasciti" in moneta contante. In questo caso non bisogna rivelare a nessuno l'episodio, pena l'accanimento del Munaciello nei nostri confronti. Non e' raro un comportamento da rattuso in presenza delle giovani e belle donne.
Vi sono due ipotesi sulla sua origine: La prima ipotesi vuole l'inizio di tutta la vicenda intorno all'anno 1445 durante il regno Aragonese. La bella Caterinella Frezza, figlia di un ricco mercante di stoffe, si innamora del bel Stefano Mariconda, un garzone. Naturalmente l'amore tra i due e' fortemente contrastato. Il fato volle che finisse in tragedia. Stefano viene assassinato nel luogo dei loro incontri segreti mentre Caterinella si rinchiude in un convento. Di lì a pochi mesi nascerà un bambino da Caterinella. Le suore del convento lo adotteranno cucendogli loro stesse vestiti simili a quelli monacali con un cappuccio per mascherare le deformita' di cui il ragazzo soffriva. Fu così che per le strade di Napoli veniva chiamato " lu munaciello".
Gli si attribuirono poteri magici fino ad arrivare alla leggenda che oggi tutti i napoletani conoscono. Anche lu munaciello morì misteriosamente. La seconda ipotesi vuole che il Munaciello sia il gestore degli antichi pozzi d'acqua che, in molti casi, aveva facile accesso nella case passando attraverso i cunicoli che servivano a calare il secchio. I dispetti li faceva, secondo me, perche' i proprietari del pozzo non provvedevano a pagarlo per i suoi servizi. Comunque resta il mistero di questo personaggio molto spesso associato alla parte cattiva dell'animo umano, al demonio che si nasconde e che e' sempre pronto ad afferrarci e che i napoletani cercano da sempre di evitare.
Il personaggio indicato come 'A Bella 'Mbriana, invece, rappresenta lo spirito benigno.
E' una sorta di anti-munaciello. Avere questa presenza nelle case significa benessere e salute. E' rappresentata come una bella donna molto ben vestita paragonabile alla fata delle favole dei bambini. E' anche detta Meriana oppure 'Mmeriana. La derivazione etimologica proviene dal latino meridiana il cui mariana indica l'ombra quasi a rappresentare un'ombra sotto cui ripararsi oppure indica il significato etereo dell'essere. A testimonianza dell'affetto dei napoletani verso questa figura, e' molto comune a Napoli il cognome Imbriani derivante, appunto, da 'Mbriana. Ultimo dettaglio importante: nella casa bisogna sempre lasciare una sedia libera perche' potrebbe entrare 'A bella 'Mbriana e sedersi per riposare. Se tutte le sedie fossero occupate la nostra Amica potrebbe andare via con tutte le sciagure derivanti dalla mancata ospitalita'!
Vostra Carpe Diem
Carpe diem prende spunto ovviamente dalla celebre frase di Orazio, "Dum loquimur, fugerit invida aetas" ("Mentre parliamo, il tempo invidioso sarà già passato"). Sempre più spesso siamo impegnati nel vivere la routine quotidiana, compiamo sempre le stesse ed inesorabili azioni... senza guardarci per un solo istante " dentro" ... Ma la filosofia conta ancora in un mondo così veloce, fruibile ed immediato? “Che cos’è la conoscenza?”; “Che cos’è l’amore?”.
Visualizzazioni totali
domenica 22 aprile 2012
sabato 21 aprile 2012
Persone.....
Ci sono delle persone che sento molto vicine, per motivi differenti.
Chi mi è simile, chi rappresenta il mio esatto opposto, chi riempie un vuoto, chi mi attrae e affascina, chi ha bisogno di me, chi ha incrociato il mio sguardo e mi ha riconosciuta...
Credo che l’amicizia sia un sentimento “difficile” e molto più impegnativo di un rapporto d’amore.
Credo che l’amicizia sia un sentimento “difficile” e molto più impegnativo di un rapporto d’amore.
Ho imparato a conoscere e ad amare degli amici che non sospettano di essere tali e non lo sapranno mai.
Ho imparato ad avvicinarmi in punta di piedi.
Ho imparato a non cercare.
Ho imparato a sparire, per non disturbare.
Perché l'amicizia non si chiede, si riconosce. ♥
Vostra Carpe Diem
giovedì 19 aprile 2012
Piccole curiosità...
Sapevate il vero scopo di Internet?
Internet o meglio "progetto DARPANET", nacque alla fine degli anni cinquanta.
ARPANET è l'acronimo di "Advanced Research Projects Agency NETwork", in italiano "rete dell'agenzia dei progetti di ricerca avanzata"), anche scritto ARPAnet o Arpanet, fu una rete di computer studiata e alla fine realizzata nel 1969 dal DARPA , l'agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti responsabile per lo sviluppo di nuove tecnologie ad uso militare.
Arpanet fu pensata , quindi , per scopi militari statunitensi durante la Guerra Fredda, ma paradossalmente ne nascerà uno dei più grandi progetti civili: una rete globale che collegherà tutta la Terra.
Il progetto DARPAnet cominciò quindi il suo sviluppo e si decise di connettere, come prova sperimentale, 4 diverse postazioni in USA: Stanford Research Institute, la UCLA, la UC Santa Barbara e l’Università di Utah a Salt Lake City. La connessione ebbe successo, anche se dopo la trasmissione del primo carattere la macchina andò in crash. E' ovvio che, come in ogni esperimento, non tutto poteva filare liscio al primo tentativo, ma l’importante fu che la connessione riuscì.
Fino a quando ci sarà Internet?
Fino a quando non si troverà un nuovo modo per comunicare? Mah!!!
Vostra Carpe Diem
Internet o meglio "progetto DARPANET", nacque alla fine degli anni cinquanta.
ARPANET è l'acronimo di "Advanced Research Projects Agency NETwork", in italiano "rete dell'agenzia dei progetti di ricerca avanzata"), anche scritto ARPAnet o Arpanet, fu una rete di computer studiata e alla fine realizzata nel 1969 dal DARPA , l'agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti responsabile per lo sviluppo di nuove tecnologie ad uso militare.
Arpanet fu pensata , quindi , per scopi militari statunitensi durante la Guerra Fredda, ma paradossalmente ne nascerà uno dei più grandi progetti civili: una rete globale che collegherà tutta la Terra.
Il progetto DARPAnet cominciò quindi il suo sviluppo e si decise di connettere, come prova sperimentale, 4 diverse postazioni in USA: Stanford Research Institute, la UCLA, la UC Santa Barbara e l’Università di Utah a Salt Lake City. La connessione ebbe successo, anche se dopo la trasmissione del primo carattere la macchina andò in crash. E' ovvio che, come in ogni esperimento, non tutto poteva filare liscio al primo tentativo, ma l’importante fu che la connessione riuscì.
Fino a quando ci sarà Internet?
Fino a quando non si troverà un nuovo modo per comunicare? Mah!!!
Vostra Carpe Diem
martedì 17 aprile 2012
Scrivo ...
Amo scrivere, amo raccontare, provo un sottile piacere nella descrizione minuziosa dei particolari, ma spesso scrivo sulla sabbia..
Ogni volta che mi interrogo sul perché io scriva mi ritrovo a formulare una risposta nuova e diversa dalle precedenti che non rinnega ciò che si è pensato, soltanto si modifica.
Ma ciò che ho capito di questa mia esigenza essenziale è che scrivere mi serve per riflettere sul presente, sulla mia vita ma soprattutto sul mondo in cui vivo.
La scrittura è uno sguardo e una voce.
Ho prestato la mia voce a persone che l’avevano smarrita o che hanno una voce talmente fioca da essere sopraffatta dai rumori del mondo.
Una voce carica di dolore ma anche di gioia.
A volte penso che sia una condanna avere lo sguardo che ho, uno sguardo che si riempie di meraviglia di fronte alla bellezza e che assorbe il dolore degli altri come una spugna facendolo proprio, questo mettersi sempre nei panni degli altri…
A volte penso che sia la cosa più bella che io possegga.
Sono nata nel dubbio e vivo nel dubbio.
Perennemente tesa a interrogarmi sul senso delle cose, della vita, su “dove stiamo andando” e non sapere mai cosa rispondermi.
E poi un pò di tempo fa ho aperto un blog.
Un diario? O un blog di racconti? O scritture varie?
A chi mai potrebbe interessare la mia vita?
A nessuno.
Mi rispondo.
I miei racconti?
Ci sono centinaia di racconti sulla rete.
Sono come fili d’erba in un campo sterminato.
Nessuno ha bisogno di un filo d’erba in più che cresce. Mi rispondo.
Forse scrivere su di un blog o scrivere su carta o anche sulla sabbia è un modo come un altro per lasciare delle impronte, delle orme, che ci danno l’illusione di non essere ombre.
Forse scrivere oltre a lasciare orme sulla sabbia destinate a una rapida quanto effimera illusione di lasciare una traccia di sé è anche qualcosa d’altro.
Forse scrivere per prestare la propria voce a chi non ha una voce non è l’unica molla che mi spinge a farlo.
Forse tutto sta nella forza creativa dello scrivere.
Quando si scrive una storia, una qualsiasi storia, è sempre qualcosa al di fuori di noi ma anche dentro di noi. E nel momento in cui scriviamo anche se scriviamo di noi, diviene altro da noi.
Quando scrivo mi sento, sono, sempre in un luogo altro dove è difficile raggiungermi, un luogo che sebbene abbia tutte le cose che sempre mi circondano queste cose e me stessa sono altro dal mio mondo e da me.
Vostra Carpe Diem
Lascio a te queste impronte sulla terra
tenere dolci, che si possa dire:
qui è passata una gemma o una tempesta,
una donna che avida di dire
disse cose notturne e delicate,
una donna che non fu mai amata.
Qui passò forse una furiosa bestia
avida sete che dette tempesta
alla terra, a ogni clima, al firmamento,
ma qui passò soltanto il mio tormento.
tenere dolci, che si possa dire:
qui è passata una gemma o una tempesta,
una donna che avida di dire
disse cose notturne e delicate,
una donna che non fu mai amata.
Qui passò forse una furiosa bestia
avida sete che dette tempesta
alla terra, a ogni clima, al firmamento,
ma qui passò soltanto il mio tormento.
Orgoglio e rancore ....
Ho tanti difetti, perchè sono un essere umano, ma due cose che non mi appartengono sono il rancore e l'essere orgogliosa ...
Credo che provare rancore faccia vivere male, anzi peggio, sono fermamente convinta che faccia seriamente male alla salute, fisica e mentale.
L'espressione sociale del rancore è oggi improvvisa, repentina e distruttiva come il fulmine, la saetta: il rancore è ramificato, abbagliante e scarica un'enorme quanto effimera potenza in un unico punto del terreno, quello che per qualche ragione è più esposto alle intemperie, cioè il capro espiatorio che meglio si presta ad attrarne la violenza.
La violenza esercitata sulle donne, sull'immigrato, sul tossico, sull'anziano, sull'altro,come paura del diverso che c'è in ognuno di noi.
E il rancore ha un motore, la paura e l'insicurezza.
Dove l'insicurezza è innanzitutto difficoltà a dare continuità alla propria identità a causa di un ambiente sociale che per complesse ragioni viene percepito come instabile e minaccioso. Quando ognuno di noi sente che il proprio intorno di relazioni sociali oltrepassa un personale limite di instabilità, ecco scattare tutta una serie di possibili esiti: dalle derive che portano ad una qualche forma autoesclusione o comunque di restringimento dalle relazioni sociali , a quelle che invece che si scagliano in modo aggressivo contro quell' "altro" che le circostanze rendono più facilmente identificabile come la fonte dell'instabilità e dell'insicurezza.
Quindi sentire " rancore" è un pò come essere "limitati" , come colui che non riesce a guardare " oltre".
L'essere orgoglioso, invece, credo che nasca da una sorta di " compensazione " che il nostro "IO " mette in atto per mettere a tacere i complessi d'inferiorità che si percepiscono.... Alfred Adler definirebbe ciò " il passaggio dallo stato di minus a quello di plus" .
Provo tanta pena per tutti coloro che vivono soggiogati da queste sciocche difese.
Io vivo beatamente lontano da trappole mentali di questo genere.....
Ho sempre accolto tutti, anche chi no lo meritava... (a detta di altri! )
E ne vado fiera!
State lontani dai rancorosi e dagli orgogliosi.... non ci guadagnate nulla.
Serenamente Vostra Carpe Diem
Piccolo aforisma
Ci s'illude sempre a pensare che nel deserto possa crescere un filo d'erba.
sabato 14 aprile 2012
Lettera....
Questo lo scrivo a te.
Se un giorno dovessi rendermi conto di tutto quello che ho lasciato camminando non tornerei indietro, non potrei, ma di certo farei più attenzione a quel che rischierei di perdere intorno a me.
Se potessi alzare la voce ogni volta che vorrei di certo canterei a squarciagola canzoni felici e piene di gioia.
Se davvero avessi la facoltà di vedere, vedrei fiumi colorati, colline rosse, soli color arcobaleno e tutte le persone che non vedo più.
Se potessi scegliere quando andarmene di certo lo farei in primavera, mentre tutto intorno a me nasce.
Se decidessi un giorno di fermarmi sceglierei di certo il posto che meno mi è piaciuto vedere, perché ancora non ho compreso appieno la sua meravigliosa unicità.
Se poi perdessi un amico, di certo racconterei di lui a tutti coloro a cui voglio bene, perchè una persona non condivisa resta solo un pensiero.
Se mi donassero di nuovo l'amore di certo lo perderei, le cose più importanti si perdono sempre.
Se perdessi di nuovo l'amore piangerei, piangerei e troverei di certo altro amore.
Se un giorno un figlio camminasse su questa terra di certo gli insegnerei a cadere, solo chi sa cadere non ha paura di sbagliare.
Se una giuria mi onorasse con un premio di certo lo dedicherei a me stesso, perché uno sforzo non compreso resta inutile.
Se leggessi fiabe ad un bambino inventerei nuovi finali ancor più dolci, la dolcezza nel mondo non basterà mai.
Se avessi ancora il tempo per scriverti di certo non prenderei in mano la penna, ci sono cose che vanno dette col cuore e altre con la voce.
Se fossi di nuovo nella mia città ascolterei le campane delle chiese e correrei per i ponti.
Se le lacrime mie fossero fiumi vorrei che qualcuno venisse a nuotarci.
Se qualcuno leggesse questa lettera vorrei che ora la chiudesse e pensasse un po' a me, poi con un sorriso tornasse ad occuparsi di vivere, vivere davvero.
Se un giorno dovessi rendermi conto di tutto quello che ho lasciato camminando non tornerei indietro, non potrei, ma di certo farei più attenzione a quel che rischierei di perdere intorno a me.
Se potessi alzare la voce ogni volta che vorrei di certo canterei a squarciagola canzoni felici e piene di gioia.
Se davvero avessi la facoltà di vedere, vedrei fiumi colorati, colline rosse, soli color arcobaleno e tutte le persone che non vedo più.
Se potessi scegliere quando andarmene di certo lo farei in primavera, mentre tutto intorno a me nasce.
Se decidessi un giorno di fermarmi sceglierei di certo il posto che meno mi è piaciuto vedere, perché ancora non ho compreso appieno la sua meravigliosa unicità.
Se poi perdessi un amico, di certo racconterei di lui a tutti coloro a cui voglio bene, perchè una persona non condivisa resta solo un pensiero.
Se mi donassero di nuovo l'amore di certo lo perderei, le cose più importanti si perdono sempre.
Se perdessi di nuovo l'amore piangerei, piangerei e troverei di certo altro amore.
Se un giorno un figlio camminasse su questa terra di certo gli insegnerei a cadere, solo chi sa cadere non ha paura di sbagliare.
Se una giuria mi onorasse con un premio di certo lo dedicherei a me stesso, perché uno sforzo non compreso resta inutile.
Se leggessi fiabe ad un bambino inventerei nuovi finali ancor più dolci, la dolcezza nel mondo non basterà mai.
Se avessi ancora il tempo per scriverti di certo non prenderei in mano la penna, ci sono cose che vanno dette col cuore e altre con la voce.
Se fossi di nuovo nella mia città ascolterei le campane delle chiese e correrei per i ponti.
Se le lacrime mie fossero fiumi vorrei che qualcuno venisse a nuotarci.
Se qualcuno leggesse questa lettera vorrei che ora la chiudesse e pensasse un po' a me, poi con un sorriso tornasse ad occuparsi di vivere, vivere davvero.
…la porta è accostata, filtra una luce. E’ tuo diritto entrare, ora che hai la chiave. Sali le scale lentamente, trattenendo il respiro. Sai che nessuno ti può sentire, ma la sacralità dell’azione esige il silenzio più assoluto.
In cima, una porta massiccia. Aprila. Hai la chiave. Nella stanza è filtrata la notte, allunghi una mano e premi l’interruttore. Luce. Un letto ampio e lussuoso. Sembra morbido, ma non puoi appoggiarti, o capirebbero che sei stato qui. Piccoli passi verso la scrivania, e ancora non ti azzardi a respirare.
Secondo cassetto. E’ chiuso? Hai la chiave.
Cianfrusaglie, pezzi di vita altrui.
Biglietti del treno ingialliti, non si legge la destinazione ma sembrano portare in loro un’aura di caro ricordo.
Lettere aperte con cura, per non rovinare busta né contenuto.
Un quadernetto azzurro. Aprilo. Dentro ci sono segnati i suoi numeri di telefono, quelli delle persone importanti. Ora puoi riporlo da parte.
Un pezzo di spago, una vecchia matita spuntata. Elastici, francobolli ormai fuori corso, una pallina di gomma, una musicassetta senza titoli, una confezione di piccole, un ciondolo.
Una cartellina.
Una cartellina semplice, senza importanza. Nessuna scritta, nessun segno. Ma se è stata conservata lì è forse perché ha un valore.
Valore ha il denaro, valore ha un sorriso, valore ha il divertimento, valore ha la nostalgia…
NOSTALGIA.
Tieni questa parola da parte, ci rifletterai in seguito.
Sotto la cartellina, niente altro.
Ora aprila. Fogli bianchi e rosa. Vecchi appunti, conti ormai saldati. E una busta.
Niente destinatario, niente mittente, solo due parole maiuscole in inchiostro rosso. PER AMORE. Ora puoi aprirla e vedere cosa contiene.
…ma prima appoggia le mani su questa busta ormai non più così bianca, chiudi gli occhi e pensa. Pensa alla busta chiusa, alle due parole scritte sopra, al fatto che era nascosta dentro una cartellina anonima, in fondo a un cassetto chiuso a chiave, dentro una stanza a tutti inaccessibile.
Era tempo di guerra, o forse qualcosa di assai simile, e c’era sempre lavoro per un giovane ...Faceva miracoli, si prodigava in mille modi diversi, lavorava fino ad ore indecenti come tutta la gente coinvolta come lui nel far fronte alle esigenze belliche. Oberato dal troppo lavoro e dalla ancor più scarsa assistenza, dall’estrema carenza di mezzi come dall’eccessiva routine. Eppure continuava a prodigarsi, alla continua ricerca di una maggiore qualità, di un maggiore impegno nello svolgimento della sua opera, per quanto ripetitiva, per quanto inutile, per quanto il mondo intero non facesse altro che combattergli contro, dicendogli: ma smettila, lascia perdere, non importa a nessuno.
PER AMORE
E allora forse il valore di questa busta, con la sua segretezza, stava proprio forse nella capacità che aveva di riportare alla mente un periodo, dei ricordi, delle sensazioni…
Aprila, falle rivivere. Confessalo: è stata una tragedia, o un errore imperdonabile… PER AMORE… ma proprio perché è stato già fatto, adesso non potrà più ripetersi. Immagina.
E dillo: che qui il fato ha ucciso la tua mente e ha creato qualcosa di nuovo, ti ha donato l’intuizione straordinaria e un giorno ne farai il romanzo che ti darà l’immortalità.
Aprila. O confessa: è stato un fallimento.
Ma penso che sarebbe stato un fallimento per chiunque, io… io prego Dio( Ci provo) di non sapere che qualcun altro ha avuto successo agendo allo stesso modo, senza fermarsi nel momento di…
Ma è proprio necessario?
Riponi tutto. Busta, cartella, cianfrusaglie.
Chiudi il cassetto, esci, torna sui tuoi passi.
Chiudi il cassetto, esci, torna sui tuoi passi.
Non hai aperto l’ultima porta, ma è sempre necessario farlo per scoprire cosa c’è al di là. E una risposta l’hai ottenuta, anche se non è la risposta alla domanda che ponevi.
Ma in fondo, avresti potuto dirti arrivato?
Siine lieto: la ricerca continua.
Carpe Diem Serenamente ........
giovedì 12 aprile 2012
Io sto con il CENTURIONE!!!
"Che lavoro fai?"
"Il centurione"

Che lavoro è?
Un lavoro inventato che nella Capitale esiste, in forma abusiva ma tollerata, da decenni...
Non è dato sapere se chi si è messo a fare il soldato romano non abbia trovato un impiego più da cristiano o abbia optato per un lavoro non faticoso e senza padroni... ma di questi tempi!!!Che fa un centurione o un gladiatore?
Si deve procurare un abito adatto comprensivo di optional come la spada (finta) e l'elmo piumato, poi si mette a gironzolare nei pressi del Colosseo e aspetta che i turisti, dietro compenso, gli chiedano una foto ricordo.
Se gli affari languono... non si mangia!
Ma un divieto recente della sovrintendenza e del Comune impedisce ai figuranti di strada di "esercitare" nella zona del Colosseo.
L'intento sarebbe quello di ridare decoro all'area archeologica scacciando "i mercanti dal tempio" che è diventato quasi un suk, si dice.
Ma centurioni e gladiatori non ci stanno:
qualcuno del provvisorio ha fatto certezza e tiene moglie e figli da mantenere...
Perciò manifestano, pittorescamente, dagli spalti del Colosseo che ne ha viste davvero, nei secoli, di tutti i colori...

Centurioni nell'area del Colosseo
E, vista la brutta piega presa dagli eventi, adesso si dichiarano disposti ad una regolarizzazione:«Vogliamo solo lavorare. Chiediamo che nostra attività sia regolarizzata da parte dell’amministrazione.
Non siamo dei delinquenti, ma dei padri di famiglia che hanno diritto al lavoro che abbiamo creato e con cui ci portiamo la pagnotta a casa. Non ci possono lasciare a piedi. Non diamo fastidio a nessuno e non deturpiamo il Colosseo, anzi i turisti sono sempre felici di farsi fotografare con noi, così come le guide turistiche e i tour operator».

Centurione in pausa-lavoro

"Il centurione"
Che lavoro è?
Un lavoro inventato che nella Capitale esiste, in forma abusiva ma tollerata, da decenni...
Non è dato sapere se chi si è messo a fare il soldato romano non abbia trovato un impiego più da cristiano o abbia optato per un lavoro non faticoso e senza padroni... ma di questi tempi!!!Che fa un centurione o un gladiatore?
Si deve procurare un abito adatto comprensivo di optional come la spada (finta) e l'elmo piumato, poi si mette a gironzolare nei pressi del Colosseo e aspetta che i turisti, dietro compenso, gli chiedano una foto ricordo.
Se gli affari languono... non si mangia!
Ma un divieto recente della sovrintendenza e del Comune impedisce ai figuranti di strada di "esercitare" nella zona del Colosseo.
L'intento sarebbe quello di ridare decoro all'area archeologica scacciando "i mercanti dal tempio" che è diventato quasi un suk, si dice.
Ma centurioni e gladiatori non ci stanno:
qualcuno del provvisorio ha fatto certezza e tiene moglie e figli da mantenere...
Perciò manifestano, pittorescamente, dagli spalti del Colosseo che ne ha viste davvero, nei secoli, di tutti i colori...
Centurioni nell'area del Colosseo
E, vista la brutta piega presa dagli eventi, adesso si dichiarano disposti ad una regolarizzazione:«Vogliamo solo lavorare. Chiediamo che nostra attività sia regolarizzata da parte dell’amministrazione.
Non siamo dei delinquenti, ma dei padri di famiglia che hanno diritto al lavoro che abbiamo creato e con cui ci portiamo la pagnotta a casa. Non ci possono lasciare a piedi. Non diamo fastidio a nessuno e non deturpiamo il Colosseo, anzi i turisti sono sempre felici di farsi fotografare con noi, così come le guide turistiche e i tour operator».
Centurione in pausa-lavoro
Intanto l'amministrazione romana ci sta pensando e sta valutando la possibilità di una "Patente" e un tariffario:
dovrebbero guadagnare un massimo di 10 euro a immagine in costume( ?) e, soprattutto, rilasciare regolare ricevuta fiscale, essere iscritti all’albo dei «Figuranti di strada» per conseguire il quale il centurione del terzo millennio dovrà sostenere un esame dimostrando di conoscere la storia di Roma e la lingua inglese. ( Mi domando: Una persona che conosce la Storia Romana e la lingua inglese si mette in costume?)...E, ovviamente, iniziare a pagare le tasse...
dovrebbero guadagnare un massimo di 10 euro a immagine in costume( ?) e, soprattutto, rilasciare regolare ricevuta fiscale, essere iscritti all’albo dei «Figuranti di strada» per conseguire il quale il centurione del terzo millennio dovrà sostenere un esame dimostrando di conoscere la storia di Roma e la lingua inglese. ( Mi domando: Una persona che conosce la Storia Romana e la lingua inglese si mette in costume?)...E, ovviamente, iniziare a pagare le tasse...
Centurione del terzo millennio
Riflessione:
Mi domando: Una persona che conosce la Storia Romana e la lingua inglese si mette in costume?Uno Stato che non paga le imprese, non garantisce lavoro ai cittadini, però in cambio chiede con una imposizione da “regime fascista” di essere pagato dagli imprenditori che lui stesso non paga.
Soggetti ormai stremati dalla crisi, soffocati da equitalia e dell’agenzia delle entrate che pignorano tutto purché si paghi.
Il paradosso è offensivo, poiché il colpevole è lo stato che non paga le imprese,non garantisce lavoro... e quando uno se lo crea.... che fà?
Vuol essere PAGATO??????
Ahahahah rido per non piangere!!!!
Questo è lo Stato che sta creando un vortice che si trascina dietro anche tantissime imprese che lavorano con le grandi società che rendono servizi alla Pubblica Amministrazione.
La grande colpa è di tutti quei politici che hanno governato l’Italia negli ultimi 30 anni, perché sono loro che hanno innescato il meccanismo del pagherò, ed oggi vogliono fare i moralisti del ca... quando tutte le colpe ricadono su di loro.
Cosa più grave: non si vergognano nemmeno, hanno anche il coraggio di fare i pietosi quando si sente parlare di imprenditori suicidati
.....Incredibile....
Ma ora, cari imprenditori, smettetela con i suicidi, siamo tutti sulla stessa barca.
Non vi affannate a correre dietro ai pagamenti di equitalia, delle tasse, delle banche, è andata così, non potete farci niente e non è colpa vostra, ma non toglietevi la vita, la vita è sacra e va difesa con i denti fino all’ultimo.
senza offuscare l’esistenza anche di chi poi resta a fare i conti con lo stato, poiché la vostra morte tampona solamente la vostra sofferenza, ma quella dei vostri familiari no!!!
Meglio ribellarci
senza offuscare l’esistenza anche di chi poi resta a fare i conti con lo stato, poiché la vostra morte tampona solamente la vostra sofferenza, ma quella dei vostri familiari no!!!
Ai cari CENTURIONI DEL TERZO MILLENNIO :
Continuate con le vostre manifestazioni ... non piegatevi ad uno Stato che vuole e basta!!!
Lo stato non è solamente un nome, lo Stato sono i politici che noi eleggiamo e spediamo in parlamento a distruggere la nostra esistenza.
Vostra Carpe Diem
Iscriviti a:
Post (Atom)












