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mercoledì 12 ottobre 2011

Saggezza indiana

Non Ti Auguro un Dono Qualsiasi
Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perchè te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.
A mio figlio



LA VOCE INDIANA

Io sono la Voce Indiana.Voglio che mi sentano in tutti i nostri territori.
Da duecento anni sono prigioniero di guerra
nella mia terra.

Sono prigioniero dell’odio e dell’avidità,
della menzogna e del pregiudizio,
dell’indifferenza e dell’ignoranza,
dell’ingiustizia
degli uomini che schiacciarono
con la forza del loro numero me e il mio Popolo,
da quando scesero sulle mie spiagge
e invasero la mia terra nativa.

Imposero a me
la loro società, la loro religione, le loro leggi,
ed è per questo che la mia gente
ora è ridotta a meno di quanto era,
quando con false promesse vennero
per la prima volta sulle nostre spiagge.

Io sono la Voce Indiana collettiva
e grido forte dalle milioni di tombe
di spiriti senza pace
e milioni sono le grida che si alzano
e chiedono:
Dov’è il mio futuro?
A chi appartiene?
Appartiene al mio Popolo?
Ci sarà felicità sulla terra
Che per diritto è mia?
 

Tieni stretto ciò che è buono,
anche se è un pugno di terra.
Tieni stretto ciò in cui credi,
anche se è un albero solitario.
Tieni stretto ciò che devi fare,
anche se è molto lontano da qui.
Tieni stretta la vita,
anche se è più facile lasciarsi andare.
Tieni stretta la mia mano,
anche quando mi sono allontanato da te. 
 


POESIA INDIANA
Sai che gli alberi parlano? Tatanga Mani 
 
Si parlano. Parlano l'un con l'altro,
e parlano a te, se li stai ad ascoltare.
Ma gli uomini bianchi non ascoltano.
Non hanno mai pensato
che valga la pena di ascoltare noi indiani,
e temo che non ascolteranno nemmeno
le altri voci della Natura.
Io stesso ho imparato molto dagli alberi:
talvolta qualcosa sul tempo,
talvolta qualcosa sugli animali,
talvolta qualcosa sul Grande Spirito.  
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La sofferenza di qualcuno è la sofferenza di tutti, la gioia di uno
è la gioia di tutti. (Frase dei Nativi Americani)
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*************************
Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica se stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità. TORO SEDUTO
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I sogni e le piume


Potrei dire che un sogno è solo un desiderio represso,ma rischierei di essere banale...
e poi mi ricorda una vecchia canzone!!!! ahahahha


I sogni non sono desideri, altrimenti ciò varrebbe anche quando abbiamo gli incubi!!!



Per me i sogni sono come le piume, piccole e colorate piume che sfuggono al nostro controllo, alla nostra censura interiore.
Sì , piume!!!
Piume colorate, con mille colori e sfumature, ma anche piume nere... come quelle dei corvi in volo nelle fredde giornate invernali...
Hai mai provato ad afferrare una piuma in volo?
E' talmente leggera... che l'impresa non è semplice
Questi sono i sogni!

Piccole ed evanescenti piume, che ci allietano e rendono meno gravosi i fardelli della vita ...
Piccole e leggere illusioni che il nostro mondo interiore si diverte a far emergere...


Basta un salto leggero come una piuma, calibrando forza e coraggio...afferra la tua piuma ed i tuoi sogni !!!

Cordialmente Carpe Diem

lunedì 10 ottobre 2011

Il primo amore

Tornami a mente il dì che la battaglia
D'amor sentii la prima volta, e dissi:
Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!

Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi,
Io mirava colei ch'a questo core
Primiera il varco ed innocente aprissi.

Ahi come mal mi governasti, amore!
Perchè seco dovea sì dolce affetto
Recar tanto desio, tanto dolore?

E non sereno, e non intero e schietto,
Anzi pien di travaglio e di lamento
Al cor mi discendea tanto diletto?

Dimmi, tenero core, or che spavento,
Che angoscia era la tua fra quel pensiero
Presso al qual t'era noia ogni contento?

Quel pensier che nel dì, che lusinghiero
Ti si offeriva nella notte, quando
Tutto queto parea nell'emisfero:

Tu inquieto, e felice e miserando,
M'affaticavi in su le piume il fianco,
Ad ogni or fortemente palpitando.

E dove io tristo ed affannato e stanco
Gli occhi al sonno chiudea, come per febre
Rotto e deliro il sonno venia manco.

Oh come viva in mezzo alle tenebre
Sorgea la dolce imago, e gli occhi chiusi
La contemplavan sotto alle palpebre!

Oh come soavissimi diffusi
Moti per l'ossa mi serpeano, oh come
Mille nell'alma instabili, confusi

Pensieri si volgean! qual tra le chiome
D'antica selva zefiro scorrendo,
Un lungo, incerto mormorar ne prome.

E mentre io taccio, e mentre io non contendo,
Che dicevi, o mio cor, che si partia
Quella per che penando ivi e battendo?

Il cuocer non più tosto io mi sentia
Della vampa d' amor, che il venticello
Che l'aleggiava, volossene via.

Senza sonno io giacea sul dì novello,
E i destrier che dovean farmi deserto,
Battean la zampa sotto al patrio ostello.

Ed io timido e cheto ed inesperto,
Ver lo balcone al buio protendea
L'orecchio avido e l'occhio indarno aperto,

La voce ad ascoltar, se ne dovea
Di quelle labbra uscir, ch'ultima fosse;
La voce, ch'altro il cielo, ahi, mi togliea.

Quante volte plebea voce percosse
Il dubitoso orecchio, e un gel mi prese,
E il core in forse a palpitar si mosse!

E poi che finalmente mi discese
La cara voce al core, e de' cavai
E delle rote il romorio s'intese;

Orbo rimaso allor, mi rannicchiai
Palpitando nel letto e, chiusi gli occhi,
Strinsi il cor con la mano, e sospirai.

Poscia traendo i tremuli ginocchi
Stupidamente per la muta stanza,
Ch'altro sarà, dicea, che il cor mi tocchi?

Amarissima allor la ricordanza
Locommisi nel petto, e mi serrava
Ad ogni voce il core, a ogni sembianza.

E lunga doglia il sen mi ricercava,
Com'è quando a distesa Olimpo piove
Malinconicamente e i campi lava.

Ned io ti conoscea, garzon di nove
E nove Soli, in questo a pianger nato
Quando facevi, amor, le prime prove.

Quando in ispregio ogni piacer, nè grato
M'era degli astri il riso, o dell'aurora
Queta il silenzio, o il verdeggiar del prato.

Anche di gloria amor taceami allora
Nel petto, cui scaldar tanto solea,
Che di beltade amor vi fea dimora.

Nè gli occhi ai noti studi io rivolgea,
E quelli m'apparian vani per cui
Vano ogni altro desir creduto avea.

Deh come mai da me sì vario fui,
E tanto amor mi tolse un altro amore?
Deh quanto, in verità, vani siam nui!

Solo il mio cor piaceami, e col mio core
In un perenne ragionar sepolto,
Alla guardia seder del mio dolore.

E l'occhio a terra chino o in se raccolto,
Di riscontrarsi fuggitivo e vago
Nè in leggiadro soffria nè in turpe volto:

Che la illibata, la candida imago
Turbare egli temea pinta nel seno,
Come all'aure si turba onda di lago.

E quel di non aver goduto appieno
Pentimento, che l'anima ci grava,
E il piacer che passò cangia in veleno,

Per li fuggiti dì mi stimolava
Tuttora il sen: che la vergogna il duro
Suo morso in questo cor già non oprava.

Al cielo, a voi, gentili anime, io giuro
Che voglia non m'entrò bassa nel petto,
Ch'arsi di foco intaminato e puro.

Vive quel foco ancor, vive l'affetto,
Spira nel pensier mio la bella imago,
Da cui, se non celeste, altro diletto

Giammai non ebbi, e sol di lei m'appago

Ehhhhhhhhhh
Giacomo Leopardi!!!!!
Grandeeeeeeeeeeeeeee

L'ammor

L'ammor' vero, quello vero è triste assaje.......
E' vero dura realtà...........
L'amore vero quello di un artista........per la sua musa la musica!!!!!!!!!
E' triste......... senza Partiti, senza ideologie, solo la DEA musica!!!!!!!
IO amo gli artisti quelli veri!

« Je suis l'Empire à la fin de la décadence,
Qui regarde passer les grands Barbares blancs
En composant des acrostiches indolents
D'un style d'or où la langueur du soleil danse. »
(IT)
« Sono l'Impero alla fine della decadenza,
che guarda passare i grandi Barbari bianchi
componendo acrostici indolenti in uno stile d'oro dove danza
il languore del sole . »
(P. Verlaine, Jadis et naguère, Langueur) Da i poeti Maledetti!


Vostra
Carpe Diem

sabato 8 ottobre 2011

Amo quelle donne .............

Ammiro quelle donne che per la seconda volta...... aspettano!!!!!!!!
Margoo!!!!!!!!!!!!! questo è per te! Azzzzzzzzzzz   sono felice per te!!!!!!!!!
Che mi leggi, mi segui, io controllo chi mi legge!!!!!!!!!!
Sono felice per te .........solo spero che sia femmina.........................anzi DONNA!!!!!!!!!!

venerdì 7 ottobre 2011

La nostra miseria: CALIPSO!

Calipso è colei che Omero sceglie per imbrigliare Odisseo a una vita facile, fatta di frutti fecondi e dolci, natura, mare, meraviglie, sesso, bellezza, e soprattutto immortalità.
E’ lei che promette ad Odisseo, qualora lui avesse scelto di rinunciare al suo viaggio  di ritorno verso Itaca, di farlo divenire simile agli dei.

Rappresenta la vita facile, l'inerzia, l’agevole ottenimento di grandi risultati, o una parvenza di essi! Ma soprattutto rappresenta il fumo, il velo, l'obnubilamento, il fermarsi e godere, l'arresto di ogni sforzo, di ogni ricerca, di ogni anelito.
Calipso è il sogno, è colei che inganna, che illude, che spossa, che getta fumo intorno per rendere tutto bello nel tentativo di far dimenticare la propria missione, il proprio progetto, il ritorno alla terra dei padri, il ricongiungimento con l'amore, il figlio, la vita semplice e autentica.
Calipso è l'incarnazione dell'oggi, dell'epoca attuale.
E' l'insieme dei falsi valori, delle fugaci visioni, che ci vengono imposti in assenza di paradigmi autentici.

Lei è la nostra misera, vacua, mediocre, pazza plastificata società a rovescio falsamente democratica in cui tutti ci crediamo simili agli altri, tutti uguali, tutti belli, tutti potenti, tutti ricchi, tutti meritevoli, che dona il lusso dell’arroganza a chiunque, che premia la furbizia, legittima la mediocrità, valorizza l’ignoranza.
E diciamolo non ha lavorato bene fino ad ora Calipso?
Non siamo tutti allo stesso modo intelligenti e colmi, stracolmi di possibilità oggi?
Non siamo tutti fotogenici, interessanti, colti, fascinosi, misteriosi, intriganti, celebri, ricchi interiormente, non avremmo tutti il diritto sacrosanto di dire, di essere ascoltati?
Calipso ci dice che tutti possiamo farcela, perchè tutti siamo migliori e meglio degli altri.
Calipso è la società apparentemente livellatrice che oggi esiste.
 E' la società del fumo, delle visioni, delle credenze.

E' la società del menefreghismo, della banalità, della superficialità, del clamore, delle rivoluzioni senza rivolta, delle rivoluzioni acclamate, dei moti generalizzati di massa che sfogano il meglio della gioventù su presunti diritti accampati dietro a un pallone, delle cattedrali che vengono reputate bettole, di chi scrive un romanzo di formazione e non sa nemmeno chi è Salinger, ed è la società in cui tutto è relativo perché nulla è fermo, in cui tutto ha importanza perché niente ha importanza.
Ed ecco perchè devi fuggire da Calispo!
 Perchè fuggire da Calipso è il meglio che possiamo fare oggi, tutto ciò che ci rimane

Vostra Carpe Diem

Melodie o parole al vento?


Quante parole proferiamo...
parole urlate, dure e taglienti come diamanti....
parole sussurrate, dolci come melodie !



Parole che il vento  porta via!!!



Il vento ... grande invenzione!
Trasporta tutto, voci, emozioni, odori, parole e melodie!
Grande potenza, impetuoso,sovrasta su tutto!
Accarezza o distrugge tutto!



Pensieri come nuvole di scogliera...
Parole senza voce e gonfie di vento, inattesa carezza sei ... forza dei gabbiani, forza mia...
Vento e mare, antichi fratelli...
Grande fonte d'ispirazione per tutte quelle anime fragili...


Vostra Carpe Diem