Carpe diem prende spunto ovviamente dalla celebre frase di Orazio, "Dum loquimur, fugerit invida aetas" ("Mentre parliamo, il tempo invidioso sarà già passato"). Sempre più spesso siamo impegnati nel vivere la routine quotidiana, compiamo sempre le stesse ed inesorabili azioni... senza guardarci per un solo istante " dentro" ...
Ma la filosofia conta ancora in un mondo così veloce, fruibile ed immediato?
“Che cos’è la conoscenza?”; “Che cos’è l’amore?”.
E mi trovo qui , con i miei pensieri, le mie paranoie, i miei umori.... Ma stasera è diverso, ho pensato di scrivere un post per te ... Christian, mi manchi!!!! Non lo saprai mai o forse sì??? "Te ne sei andato firmando il tuo partire con un segno indelebile e crudele. Hai portato con te, come fardello, l’umanità che ti rendeva raro, la gentilezza che sempre ci stupiva ed il sapere che donavi a tanti affascinandoli con la tua parola. Tu, come un faro, arricchivi di luce percorsi impervi, vette faticose. Hai dato tanto, e forse poco hai avuto. Ora che sei lontano, in uno spazio che noi non conosciamo, io voglio proseguire quel cammino che mi indicasti con chiarezza estrema e voglio ricordare il tuo sorriso per rendere la mia pena più leggera"
Tu non credi all' aldilà, come me del resto io.... Sono passati centosei giorni che tu non ci sei più!!!! A me sembra un'eternità!!! Sembra che siano passati secoli.... tempo cristallizzato !!!
Mi manca quando mi telefonavi e subito dicevi : " Hey Giò, come stai?" Sarà puerile... Mi manca la tua voce! Quest'anno il Natale è stato diverso... non c'eri tu che ci chiamavi , che ci rallegravi... Sono centosei giorni ... Ricordo quella domenica... ho pianto tutto il giorno!!! Ricordo quando mi chiedevi il senso della vita... ed io m'inventavo di tutto e poi si finiva col Vasco ...
Ma non voglio ricordare la fine! Voglio ricordare di quando eri felice!!!
Di quando mi tiravi su, di quando mi strappavi sorrisi a forza e ci riuscivi sempre!!! Di quando eri incazzato ed io ti facevo ridere... :-) Voglio ricordare di quando con il cuore pieno di speranze mi dicesti che avevi trovato l'amore della tua vita!!! " Giò io parto, sai, vado in Canada dalla mia Principessa.... ( no comment!) Forse avrei fatto bene a parlare.... Voglio ricordare di quando avevi il tuo lavoro, il " PANE QUOTIDIANO" , quello che ti dava dignità, vita... QUELLO che te l'ha tolta... La stessa " Dignità tolta a tanti ... La stessa dignità calpestata e schiacciata quotidianamente da questa specie di classe dirigente... " -BASTARDI!!!!!!!-
Voglio ricordare di te quando mi dicevi : " Giò la vita è tutto un brivido che vola via... VIVILA tutta"
Voglio ricordare di te e dei tuoi lunghi giri in bici... Leggo i commenti sulla tua bacheca ... ci sto male!!! Aspetto sempre una tua replica che non arriva mai... Luisa, la ricordi? Quanto ha pianto... Ma ora t'immagino in bici, felice, senza pensieri... 106 giorni!!! Chri... solo 106 giorni!!! Ciao Chri!!! Tua Giò
mercoledì 18 dicembre 2013
"Natale è quando provi nostalgia di casa, anche quando sei a casa."
"Ma tu lo hai mai sentito il silenzio? Quello vero... Quello che ti rompe i timpani, quello assordante, quello che spacca i vetri dell'anima?
Spazio datemi spazio
ch'io lanci un urlo inumano, quell'urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano. Alcuni raggiungono la loro massima cattiveria nel silenzio..." Il freddo di quei giorni semplificava un po' le cose, ed era bello anche per questo. Bisognava stare fermi, per meglio sopportare la forza del vento, per meglio opporre il proprio corpo alla pesantezza dell'aria fredda... in fondo mancavano pochi giorni al Natale. Ma con animo imperturbabile attendeva estranea... L'estraneità è quasi una gioia in giornate come quelle, fredde e limpide come il vento, lontane come solo l'inverno sa essere.Era già da un po' che non ascoltavo più, il freddo mi sembrava l'unica cosa reale,ed era bene così. In fondo la conoscenza del perché rende tutto senza significato...
Spiagge vuote,detriti di conchiglie. Passeggio lentamente, tranquilla, il mare spumeggia armoniosamente disinteressato. Pioggia fine si intinge su miei capelli sottili , respiro a pieni polmoni inalando brezza, sale, aromi, salsedine. E' fresca l’ aria.
Vaghi i miei pensieri trasparenti, forse confusi abbastanza, ma puliti, sì non inquinati. Delusa forse un po', sicuramente stanca. Sono sola con me, con il mare e i gabbiani. Sono sola, rifletto e passeggio.
Guardo il mare che continua ad ignorarmi indifferente in una vera e buona giornata d’Autunno!!!!
Si prova ansia perché crediamo troppo ai nostri pensieri, ci attacchiamo ad essi e vogliamo avere sempre ragione; e ci crediamo a tal punto da pretendere di voler cambiare le persone intorno a noi e persino il governo e il tempo! Come non possiamo cambiare le stagioni o il tempo o l’epoca di fioritura delle piante, così non possiamo cambiare i nostri pensieri spontanei che sono prodotti dal cervello che è parte integrante della natura come il mare agitato, le nubi temporalesche e il vento impetuoso. E’ il cervello che produce i pensieri, così come la cistifellea produce la bile che serve a digerire i grassi: e dunque i pensieri spontanei, anche se sono nostri, non siamo noi a produrli. I pensieri spontanei sono un prodotto della natura, come l’erba infestante (che fa ammazzare di fatica i contadini) e i funghi velenosi… Non devi raccogliere i funghi velenosi e non devi ascoltare la tua vocina interiore (i pensieri negativi) perché è troppo deprimente. Ma noi cosa facciamo? Crediamo tanto ai pensieri che ci arrivano spontaneamente, pensiamo che siamo noi a produrli volontariamente – quanta presunzione! – e pretendiamo di cambiare coloro che hanno pensieri diversi dai nostri che, a loro volta, vorrebbero cambiare noi… Questa è la follia degli esseri umani! E siccome non riusciamo a cambiare il comportamento degli altri, a ridurli come noi vorremmo, a fargli fare ciò che piacerebbe a noi…, ossia a manipolarli a nostro uso e consumo, ci sentiamo imperfetti, impotenti, frustrati, incapaci, tristi e proviamo immediatamente paura, ansia, rabbia, risentimento, mal di testa, mal di schiena e naturalmente abbiamo tanti pensieri negativi. E per alleviare la nostra sensazione di impotenza proiettiamo i nostri sentimenti e le nostre inadeguatezze incolpando gli altri, a cominciare da chi ci sta più vicino, ossia le persone più care! Un capro espiatorio si trova sempre!
Una mamma è come un albero grande che tutti i suoi frutti ti da: per quanti gliene domandi sempre uno ne troverà. Ti da il frutto, il fiore, la foglia, per te di tutto si spoglia, anche i rami si taglierà. Una mamma è come un albero grande.
Una mamma è come una sorgente. Più ne toglie acqua e più ne getta.Nel suo fondo non vedi belletta: sempre fresca, sempre lucente, nell’ombra e nel sol è corrente. Non sgorga che per dissetarti, se arrivi ride, piange se parti.
Una mamma è come una sorgente. Una mamma è come il mare. Non c’è tesori che non nasconda, continuamente con l’onda ti culla e ti viene a baciare. Con la ferita più profonda non potrai farlo sanguinare, subito ritorna ad azzurreggiare.
Una mamma è come il mare. Una mamma è questo mistero: tutto comprende tutto perdona, tutto soffre, tutto dona, non coglie fiore per la sua corona. Puoi passare da lei come straniero, puoi farle male in tutta la persona.
Ti dirà: “Buon cammino bel cavaliero!” Una mamma è questo mistero.
Ti voglio bene "mammetta"
Tua Giò !
Francesca abitava in campagna . Da anni si era trasferita, perchè la città le aveva regalato un matrimonio senza figli, un divorzio e la perdita di lavoro. L'unica possibilità l'aveva intravista andando a vivere con una madre anziana che aveva acquistato una piccola villetta da tempo .Una donna anziana e con uno stato di salute precario che aveva bisogno di cure e soggiorni ospedalieri frequenti. Prima che arrivasse la figlia, la sua pensione era in gran parte investita in una badande che l'assisteva e l'accompagnava in ogni sua azione quotidiana. Una volta trasferita, Francesca la sostituì completamente, rinunciando così per intero alla sua vita. Ma non si lamentava, anzi. Si sentiva così occupata nei pensieri e nei movimenti e poteva distrarre la mente ed il corpo dall'angoscia, dal dolore che non l'abbandonava mai dal mattino alla sera.Non parlava molto, se non quando doveva discutere con un medico di una nuova cura per la madre o quando andava al superpermercato per fare la spesa. Le sue parole erano strette e minime. In fondo non era abituata a comunicare . Prima con un marito assente, poi con una madre presa solo da se stessa e dalla televisione, non c'era spazio per un adeguato allenamento di forme verbali. Francesca trascinava la sua vita, giorno dopo giorno, in ripetizioni quasi compulsive di gesti abitudinari . Ma andava avanti perchè avevo uno scopo, anche se apparente, anche se senza traguardo, lei aveva uno scopo. Purtroppo il destino le tolse anche questo ancoraggio alla vita: dopo poco la madre morì e, giusto il tempo di risolvere faccende burocratiche, si ritrovò da sola, completamente sola, e senza più un soldo.
Aveva già 50 anni, ma le forze fisiche non le mancavano. Provò, quindi, a prestare servizio in case private come collaboratrice domestica. All'inizio ci riuscì ed anche se quello che guadagnava era davvero poco, riuscì a tirare avanti con stenti e grossi sacrifici. Ma poi la crisi, la MODA DEL RISPARMIO seguita anche da chi non ne ha reale esigenza, fecero crollare anche quest'ultima occasione per sopravvivere. I tempi dichiaratamente duri non le permisero di trovare un altro lavoro . Iniziò a vendere la proprietà materna, ma con quello che ci ricavò riuscì a pagare vecchi debiti e a sopravvivere per un anno. I suoi vicini di casa la trovavano strana. Non aveva un aspetto felice. Silenziosa e depressa destava ripugnanza. Si sa, la gente ama le persone felici e contente, quelle di successo, vincenti. Chissà, forse per nascondere le proprie infelicità.... La pietà e la commozione sono solo per occasioni ufficiali o per le vetrine virtuali via web.... E lei non aveva amiche. In fondo non poteva averne. Aveva trascorso tutto il suo tempo ad assistere la madre anziana e dopo si ritrovò troppo occupata a risolvere i suoi affanni economici per potersi dedicare alle relazioni sociali. Un figlio non l'aveva. I parenti erano pochi e distanti ed il suo matrimonio li aveva allontanati tutti. La fede, aveva provato anche con la fede!!! Aveva cominciato ad andare in chiesa, in una comunità dovev poteva pregare, ma anche stare in mezzo alla gente. Ma pure lì, dopo un apparente iniziale interesse e dopo aver ricevuto na piccola risorsa alimentare, si sentiva fuori posto. Francesca era depressa, ma no stupida e riusciva a capire, a leggere il comportamento e le frasi delle persone che incontrava. E anche quando ebbe il coraggio di parlare un pò più a lungo con alcune donne incotrate nella casa di DIO, ricevette in cambio solo sguardi di pietà e consigli su come ESORCIZZARE LA SUA INEQUIVOCABILE NEGATIVITA' con rituali che , in verità, sembravano più apparentemente satanici che ispirati dal buon cielo. Non avevano capito, compreso appieno , la sua sete di sentirsi parte di qualcosa. Già Francesca non si sentiva collegata a nulla. Era distante, quasi fuori dal mondo. La gente non la vedeva. E ormai aveva iniziato anche lei a non vedersi. Non esisteva. Francesca si sentiva di non esistere. Allora prese una decisione. Lasciò il piccolo appartamentino che ormai non poteva mantenere più e ritornò in città.
Nessuno se ne accorse...Forse nessuno ha mai fatto caso che vivesse lì... Francesca aveva appena messo il piede fuori dalla cumana. Aveva solo due bagagli con sè. Stava per andare alla fermata dell'autobus, quando un'auto in corsa la investì. E' stata vari giorni in coma. Poi la fine.
Ha lasciato un mondo a cui non è mai appartenuta. Così in silenzio e in solitudine. Nessuno si ricorderà di lei. Nessuno ne parlerà. Nessuno saprà mai quale talento avesse da mettere a disposizione di questo mondo. UN MONDO CHE PONE ATTENZIONE SOLO A CHI URLA!!!! Un mondo fatto di persone che sono attente solo con chi si rende visibile con rumori assordanti e colori accesi!!!!! Forse adesso avrà liberato la gioia e la leggerezza dentro di sè. Forse adesso sta danzando con un abito rosso svolazzante, leggero. Forse adesso avrà trovato la pace e la serenità. Forse .....la sua esistenza non è stata un'opportunità specata. Forse la NOSTRA INDIFFERENZA ci ha fatto perdere un'opportunità. Forse avremo modo di rincontrarla e di conoscerla davvero. Forse....Intanto......CIAO FRANCESCA!!! <3